Come usare le potature nell’orto: perché non bruciarle e come riutilizzarle in modo sostenibile

Come usare le potature nell’orto: perché non bruciarle e come riutilizzarle in modo sostenibile

Le potature rappresentano una risorsa preziosa per l’orto, ma spesso vengono bruciate, causando gravi danni all’ambiente e alla salute. In questo articolo, esploreremo i motivi per cui evitare di bruciare le ramaglie e scopriremo i molteplici modi in cui possono essere riutilizzate in modo sostenibile.

Vedremo come le potature possono diventare un habitat per la biodiversità, un ingrediente per il compost o la pacciamatura, uno strumento per la riforestazione e persino un alleato per migliorare la struttura del suolo. Inoltre, impareremo a creare recinzioni, siepi e aiuole rialzate utilizzando questo materiale di scarto, trasformandolo in elementi funzionali ed estetici per il nostro orto.

Bruciare le potature: un’attività inquinante e pericolosa

Molti orticoltori e giardinieri sono abituati a bruciare le potature, considerandola un’attività normale e innocua. Tuttavia, questa pratica è tutt’altro che sostenibile e sicura. Bruciare le ramaglie produce enormi quantità di polveri sottili, in particolare PM10 e PM2.5, che sono estremamente pericolose per le vie respiratorie e possono causare gravi problemi di salute, inclusi tumori.

I roghi all’aperto liberano nell’atmosfera sostanze inquinanti come biossido di azoto, monossido di carbonio e composti organici volatili, contribuendo all’inquinamento atmosferico e al cambiamento climatico. Infine, accendere fuochi incontrollati può provocare incidenti e incendi, mettendo a rischio la sicurezza delle persone e dell’ambiente circostante.

L’impatto dei roghi sull’ambiente e sulla salute

L’impatto dei roghi di potature sull’ambiente e sulla salute è stato ampiamente documentato da numerosi studi scientifici. Uno studio condotto in Grecia ha dimostrato che i roghi hanno un’incidenza significativa sui livelli di particolato nel bacino del Mediterraneo, soprattutto nelle zone dedicate all’olivicoltura, dove le potature sono abbondanti.

Secondo i dati diffusi dalla Regione Lombardia, un rogo di medie dimensioni può produrre tanti inquinanti quanto un comune di 1000 abitanti che si riscalda per otto anni utilizzando il metano. Anche i roghi rituali, come quelli di Sant’Antonio, hanno un forte impatto sulla qualità dell’aria: nei giorni in cui vengono accesi questi fuochi, le polveri sottili PM10 possono raggiungere livelli otto volte superiori ai limiti di legge.

Lasciare le ramaglie a terra: un habitat per la biodiversità

Invece di bruciare le potature, una delle opzioni più semplici e naturali è quella di lasciarle a terra, creando cumuli in punti strategici dell’orto o del giardino. Questi cumuli di ramaglie si decomporranno lentamente nel tempo, ma nel frattempo diventeranno un prezioso habitat per una moltitudine di organismi viventi.

Funghi specializzati nella decomposizione della lignina, insetti che si nutrono di legno e piccoli mammiferi in cerca di riparo troveranno rifugio in questi cumuli, contribuendo alla biodiversità del nostro ecosistema. Con il passare del tempo, le ramaglie a contatto con il suolo si trasformeranno in un ricco terriccio, simile a quello che si trova nei boschi, arricchendo il terreno di sostanza organica e nutrienti.

Triturare le potature: compost, pacciamatura e vialetti

Un altro modo intelligente per riutilizzare le potature è quello di triturarle, trasformandole in un materiale versatile e prezioso per l’orto. Questo può essere fatto con una trincia, che passa direttamente sui cumuli di ramaglie, o con un bio-trituratore, ideale per i rami di diametro maggiore.

Il risultato è un cippato di legno che può essere utilizzato in molteplici modi: come ingrediente per il compost, come pacciamatura ai piedi degli alberi o come rivestimento per i vialetti dell’orto. La pacciamatura di cippato di legno ha un effetto estetico molto gradevole e al contempo protegge il suolo dall’erosione, mantiene l’umidità e impedisce la crescita delle erbe infestanti. Inoltre, decomponendosi lentamente, il cippato rilascia nutrienti nel terreno, migliorandone la struttura e la fertilità.

Agricoltura sintropica: le potature per la riforestazione

Le potature possono svolgere un ruolo chiave anche nella riforestazione, grazie al metodo dell’agricoltura sintropica. Questo approccio prevede di potare regolarmente le piante messe a dimora, in modo da produrre grandi quantità di materiale organico che, decomponendosi al suolo, nutre i microrganismi e arricchisce il terreno.

Per accelerare questo processo, è possibile utilizzare anche le potature provenienti da altre aree, dove le piante sono già mature. In questo modo, si crea un ciclo virtuoso in cui le potature diventano una risorsa preziosa per la crescita di nuove piante e per il ripristino della fertilità del suolo. Nell’agricoltura sintropica, le potature vengono disposte in cumuli attorno alle piante, creando una sorta di protezione e al contempo una riserva di nutrienti a lento rilascio.

Biochar: trasformare le ramaglie in un alleato del suolo

Nei rari casi in cui non sia possibile evitare di bruciare le potature, è importante farlo in modo da renderle comunque utili per l’orto. Una soluzione è quella di produrre biochar, un materiale ottenuto dalla combustione controllata delle ramaglie in assenza di ossigeno. Il biochar può essere aggiunto al suolo, preferibilmente insieme ad altra materia organica, per migliorarne la struttura, aumentare la biodiversità microbica e stoccare carbonio in modo stabile.

Questo processo sottrae anidride carbonica dall’atmosfera, contribuendo a mitigare l’effetto serra e i cambiamenti climatici. L’uso del biochar nell’orto è un modo intelligente per trasformare uno scarto in una risorsa, sfruttando le proprietà uniche di questo materiale per la salute del suolo e delle piante.

Recinzioni e siepi: utilizzare le potature per strutture funzionali ed estetiche

Le potature possono essere impiegate anche per creare recinzioni e siepi, strutture funzionali ed estetiche che delimitano gli spazi dell’orto o del giardino. Utilizzando rami di diverse dimensioni e forme, è possibile intrecciare o incastrare il legno per formare barriere naturali che proteggono le colture dagli animali selvatici o creano zone di privacy.

Queste siepi di potature offrono anche rifugio a insetti utili, favorendo la biodiversità e il controllo naturale dei parassiti. Inoltre, man mano che il legno si decompone alla base della siepe, si forma uno strato di humus che arricchisce il suolo. Le siepi di potature possono anche fungere da frangivento, proteggendo gli ortaggi più delicati dalle correnti d’aria.

Aiuole rialzate: le potature per un orto ricco di materia organica

Infine, le potature possono essere utilizzate per creare aiuole rialzate, vere e proprie oasi di fertilità per l’orto. Utilizzando rami di diverse dimensioni, è possibile costruire il perimetro delle aiuole, per poi riempirle con un mix di terra, compost e altre potature triturate.

Questo metodo, noto come hugelkultur, imita i processi naturali di decomposizione e arricchimento del suolo che avvengono nei boschi. Le aiuole rialzate create con le potature trattengono l’umidità, favoriscono lo sviluppo delle radici e rilasciano lentamente i nutrienti nel tempo, creando un ambiente ideale per la crescita rigogliosa di ortaggi e piante aromatiche. Inoltre, la decomposizione del legno genera calore, permettendo di anticipare le semine e prolungare la stagione di crescita.

Conclusioni

Le potature rappresentano una risorsa preziosa per l’orto e il giardino, che non dovrebbe mai essere sprecata bruciandola. Dai cumuli di ramaglie che ospitano la biodiversità alla pacciamatura di cippato, dalle siepi frangivento alle aiuole rialzate, le potature possono essere riutilizzate in molteplici modi, contribuendo alla salute del suolo, delle piante e dell’ambiente.

Adottando un approccio sostenibile e creativo nella gestione delle potature, possiamo trasformare uno scarto in una risorsa, chiudendo il cerchio della fertilità nell’orto e riducendo al minimo l’impatto ambientale delle nostre attività di giardinaggio.

Fiore Tullio

Sono Tullio Fiore, un appassionato esperto di orticoltura e autore su OrtiinFieri.it. Attraverso il mio ruolo, ho avuto l'opportunità di condividere il mio percorso ricco di sfide, scoperte e momenti di gioia che hanno cementato il mio profondo legame con la natura. Con una penna appassionata, trasmetto la mia dedizione all'orticoltura, offrendo ai lettori una guida dettagliata sulle migliori pratiche e tecniche di coltivazione che ho affinato negli anni. Il mio obiettivo è rendere l'orticoltura accessibile e gratificante per tutti, ispirando gli amanti del giardinaggio a creare orti prosperi e giardini lussureggianti.