Curarsi con le piante funziona?: Fitoterapia

Curarsi con le piante funziona?: Fitoterapia

La fitoterapia, ovvero l’uso delle piante per curare o prevenire malattie, è una pratica antica quanto l’umanità stessa. Nonostante i progressi della medicina moderna, l’80% della popolazione mondiale ancora oggi si affida a questa forma di terapia naturale.

Ma funziona davvero curarsi con le piante? La risposta non è semplice, ma dipende da diversi fattori cruciali che è importante conoscere per un utilizzo sicuro ed efficace della fitoterapia.

Cos’è la fitoterapia e la sua diffusione globale

La fitoterapia è la scienza dell’uso delle piante, in tutte le loro parti come radici, corteccia, foglie e semi, per trattare o prevenire condizioni patologiche. Nonostante l’avvento dei farmaci moderni, la sua diffusione globale rimane sorprendentemente elevata.

Secondo uno studio del 2014, l’80% delle persone nel mondo utilizza le piante per curare le proprie malattie. Questo dato non stupisce se consideriamo che la fitoterapia affonda le sue radici nella notte dei tempi, quando l’uomo ha iniziato a cercare sollievo dalle sofferenze utilizzando ciò che la natura gli offriva.

Le origini storiche della fitoterapia

Le prime testimonianze scritte dell’uso delle piante a scopo terapeutico risalgono a migliaia di anni fa. Circa 2400 anni fa, Ippocrate, considerato il padre della medicina, descrisse oltre 500 piante che potevano essere utilizzate come rimedio.

Descrizioni simili sono state ritrovate in diverse culture di epoche e regioni differenti. Un esempio noto è quello dei Sumeri, che circa 4000 anni fa scoprirono che masticando la corteccia del salice riuscivano ad alleviare il dolore, senza sapere che stavano sfruttando il potere della salicina, il precursore dell’aspirina.

Principi attivi derivati dalle piante nei farmaci moderni

Molti dei farmaci che utilizziamo oggi derivano proprio dai principi attivi presenti nelle piante. È il caso dell’aspirina stessa, il cui principio attivo è stato inizialmente estratto dalla corteccia del salice. Questo dimostra che curarsi con le piante funziona, perché queste contengono molecole in grado di interagire con il nostro organismo, producendo effetti terapeutici simili a quelli dei medicinali di sintesi.

La differenza sta nel fatto che, mentre nei farmaci classici il principio attivo è isolato e purificato, nelle piante esso è presente insieme a diverse altre sostanze attive.

Effetti collaterali dei prodotti erboristici

Uno dei miti più diffusi sulla fitoterapia è che, essendo di origine naturale, i prodotti erboristici siano privi di effetti collaterali. Niente di più sbagliato! Un principio attivo, indipendentemente dalla sua fonte, interagisce con il nostro organismo producendo effetti sia desiderati che indesiderati.

L’efedrina, ad esempio, è una molecola contenuta nella pianta Efedra che, legandosi ai recettori adrenergici, provoca broncodilatazione ma anche tachicardia. Pertanto, è fondamentale non sottovalutare il rischio di effetti collaterali quando si assumono prodotti fitoterapici, specialmente se si soffre di patologie croniche o si assumono altri farmaci.

Standardizzazione della terapia fitoterapica

Un’altra sfida della fitoterapia riguarda la standardizzazione della terapia. In una compressa di cardioaspirina, ad esempio, la quantità di principio attivo (acido acetilsalicilico) è esattamente la stessa ovunque venga prodotta.

Questo non avviene con le piante, dove la concentrazione di principi attivi varia a seconda della regione geografica e dell’annata di crescita.

Quindi, a parità di dosaggio, l’effetto terapeutico potrebbe essere diverso. Questo problema può essere parzialmente risolto con l’uso di estratti standardizzati, nei quali la concentrazione dei principi attivi viene resa costante attraverso processi di purificazione.

Effetto sinergico dei principi attivi nelle piante

Nonostante la difficoltà di standardizzazione, le piante presentano un vantaggio unico rispetto ai farmaci di sintesi: l’effetto sinergico dei loro molteplici principi attivi. Nelle piante, infatti, le diverse molecole bioattive interagiscono tra loro in modo tale che l’effetto complessivo risulta maggiore della semplice somma dei singoli effetti. In altre parole, 1+1 non fa 2, ma potenzialmente un valore superiore.

Questo fenomeno, noto come “effetto entourage”, può tradursi in una maggiore efficacia terapeutica e minori effetti collaterali rispetto all’assunzione dei singoli principi attivi isolati.

Indicazioni e limiti della fitoterapia

Sulla base di queste considerazioni, è possibile delineare le indicazioni e i limiti della fitoterapia. Essa può rappresentare un’opzione valida per il trattamento di patologie lievi o moderate, come disturbi gastrointestinali, insonnia, ansia lieve, dolori muscolari, etc.

Tuttavia, per condizioni più gravi come il cancro o malattie autoimmuni, è necessario affidarsi ai farmaci tradizionali più potenti. Un altro aspetto cruciale è la qualità dei prodotti fitoterapici, che deve essere garantita da aziende serie e certificate. Solo così è possibile sfruttare al meglio i benefici della fitoterapia, minimizzando i rischi.

Esempio di uso: ansia situazionale vs attacco di panico

Per comprendere meglio quando ricorrere alla fitoterapia e quando ai farmaci tradizionali, prendiamo l’esempio dell’ansia. In caso di attacco di panico, caratterizzato da una sensazione di morte imminente e perdita di controllo, è necessaria una terapia rapida e potente come le benzodiazepine (es. Xanax). Queste sostanze agiscono come un “cannone da 85 mm” per contrastare i sintomi acuti.

Diverso è il caso dell’ansia situazionale lieve, come quella provata da uno studente prima di un esame. In questa circostanza, un infuso a base di camomilla potrebbe essere sufficiente grazie all’effetto sinergico dei suoi principi attivi come l’alfa-bisabololo (antispastico) e l’apigenina (leggera azione ansiolitica). La fitoterapia non sostituisce i farmaci, ma rappresenta un’opzione naturale efficace per disturbi lievi quando non è necessaria un’azione rapida e potente.

Fiore Tullio

Sono Tullio Fiore, un appassionato esperto di orticoltura e autore su OrtiinFieri.it. Attraverso il mio ruolo, ho avuto l'opportunità di condividere il mio percorso ricco di sfide, scoperte e momenti di gioia che hanno cementato il mio profondo legame con la natura. Con una penna appassionata, trasmetto la mia dedizione all'orticoltura, offrendo ai lettori una guida dettagliata sulle migliori pratiche e tecniche di coltivazione che ho affinato negli anni. Il mio obiettivo è rendere l'orticoltura accessibile e gratificante per tutti, ispirando gli amanti del giardinaggio a creare orti prosperi e giardini lussureggianti.

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